Digital Communication può affiancarti per trovare le strategie di webmarketing internazionale migliori per aumentare i contatti o vendere all’estero.
Possiamo agevolare l’espansione della tua azienda sul mercato internazionale elaborando un piano di marketing che tenga conto di tutte la variabili in gioco.
Le vendite all’estero possono davvero essere il quid in più che permette il salto di qualità di un brand e oggi grazie a un sito web multilingue, un catalogo prodotti, un sito e-commerce è possibile arrivare ovunque nel mondo.
E’ possibile aumentare i contatti dall’estero con i giusti strumenti di digital marketing, SEO, attività di PPC Adwords, Social Network, etc..
Contattateci se desiderate aumentare i contatti o vendere all’estero con attività di Webmarketing Internazionale

Dal momento che il lockdown e il distanziamento sociale faranno parte delle nostre vite ancora per un po’, molti grandi eventi programmati per quest’anno sono stati cancellati o rimandati.
Per questo molte aziende e grandi imprese hanno cercato una soluzione alternativa, ma efficace che potesse in qualche modo sostituire in modalità smart fiere ed incontri attraverso l’uso della tecnologia: gli eventi virtuali che si svolgono attraverso il ricorso ad applicazioni e piattaforme specifiche.
In questo periodo, le persone stanno cercando modi per migliorare le proprie competenze e gli eventi virtuali permettono di incoraggiare questo desiderio oltre a rivelarsi un modo relativamente economico di aumentare l’interesse per un determinato brand. Ecco che allora le aziende e le organizzazioni si stanno organizzando con successo per realizzare webinar, seminari, workshop virtuali per mantenere vivo il contatto con la propria utenza e non fermare del tutto le attività.
Sessioni di domande e risposte, webinar, seminari tecnici, corsi di formazione, training, approfondimenti su materie specifiche, miniserie di “how to”: tutti questi format si adattano molto bene allo svolgimento da remoto. Sono diversi gli strumenti che la tecnologia mette oggi a disposizione di chiunque voglia promuovere un evento online, a partire dai social media.
Affrontando in maniera corretta i diversi elementi in gioco, è possibile creare un evento coinvolgente e produttivo che promuova la propria attività e apporti un valore aggiunto a chi partecipa.
Ecco qualche consiglio per organizzare un perfetto evento digitale
- Scegliere la giusta piattaforma per un evento online
Quando il pubblico diventa virtuale, cambia tutto ciò a cui si deve pensare. Per esempio, la dimensione del pubblico non dipenderà più da quelle del luogo dell’evento, ma dalla piattaforma digitale che sceglierai di utilizzare. Ci sono diverse piattaforme di videoconferenza (VC) che possono ospitare un evento virtuale, ognuna con i suoi pro e i suoi contro; per questo è bene prendersi del tempo per analizzarli a dovere.
Cosa bisogna prendere in considerazione:
• Qual è il numero massimo di partecipanti?
• Tutti devono avere una licenza o solo l’host?
• È possibile disattivare e riattivare l’audio dei partecipanti?
• Quali strumenti interattivi sono disponibili?
• Quale sarà il layout di partecipanti e presentatori?
- Includere e intrattenere
Riuscire a intercettare utenti che vogliono partecipare al tuo evento significa fare in modo di proporre contenuti interessanti, inclusivi, in grado di generare un senso di partecipazione comunitario e interattivo. A tale scopo è importante utilizzare un linguaggio chiaro, favorire i momenti di scambio, supportare la comprensione di chi segue attraverso immagini, infografiche, didascalie. Punta al coinvolgimento.
Cosa bisogna prendere in considerazione:
• Perché tutto vada liscio deve esserci una responsabilità centrale
• Le sessioni dei presentatori devono essere brevi, al massimo 30 minuti
• Pianifica molte pause e specificane la durata
• Se hai molti contenuti da trattare, valuta la possibilità di dividere l’evento in 2 o 3 giorni
• Incoraggia attivamente i presentatori a includere contenuti interattivi nelle loro presentazioni, come sessioni di domanda e risposta, sondaggi e quiz.
Ricorda di creare qualche test in anticipo e di fare delle prove sia in modalità spettatore che presentatore.
- Pianificare e promuovere
Secondo alcuni studi le iscrizioni a un evento tendono ad aumentare da due a tre settimane prima della data d’inizio. Tienilo presente per pianificare ogni dettaglio e dare vita alla strategia di promozione. Determina con chiarezza i punti chiave della tua offerta, il valore aggiunto della partecipazione all’evento che stai proponendo. Pubblicizzare l’evento è importante non solo per massimizzare il numero di partecipanti, ma anche per ricordare a tutti la data.
Inizia contattando direttamente chi pensi possa essere interessato. Se l’argomento potrebbe suscitare la curiosità dei tuoi clienti, consulta la rubrica e-mail e personalizza al massimo gli inviti da inviare per renderli più coinvolgenti. Oltre ai tuoi contatti, puoi anche pensare di promuovere l’evento tramite spazi pubblicitari. Puoi partire dai social media e dal pay per click oppure sfruttare pubblicazioni, lavorare con influencer del settore, o semplicemente caricare l’evento su siti e portali dedicati.
- Prevenire i problemi tecnici
Anche se non stai organizzando un vero e proprio evento “fisico”, questo non significa che non possano esserci intoppi. Anche gli eventi virtuali possono generare piccoli o grandi problemi tecnici. Prima di dare il via alla tua iniziativa, metti alla prova la tua connessione Internet e la resa di cuffie e altoparlanti. Organizza uno spazio di backup degli elementi visivi e delle presentazioni, nel caso di criticità nella gestione in diretta di uno o più file. Fai una prova prima del live, in modo da individuare eventuali soluzioni in tempo. Ricorda che non tutti i tuoi utenti sono esperti di tecnologia: immagina un sistema di supporto per il pubblico, con una guida o delle FAQ.
Organizzare un evento virtuale può sembrare un salto nel buio. Si possono presentare alcune sfide di natura tecnologica. Però è proprio l’uso della tecnologia a rendere l’evento virtuale un’opzione flessibile, economica, e, se fatto bene, ti può dare accesso ad un pubblico che altrimenti non sarebbe raggiungibile per lo stesso evento nella versione con partecipazione di persona.
Per consigli più mirati su come organizzare il tuo evento virtuale, contattaci.
Prima di pubblicare un sito in Internet è importante definire gli obiettivi: a cosa serve un sito internet se non lo visita nessuno?
SEO e SEM sono due attività indispensabili per dimostrare a Google di avere la risposta giusta e che bisogna tenere in considerazione già in fase di progettazione del sito internet. Digital Communication vi aiuta a definire obiettivi e strategie per disporre di un sito internet facilmente rintracciabile dai motori di ricerca, su diverse parole chiave (Keywords) seguendo questi punti:
- SEO (indicizzazione e posizionamento)
- Campagne pubblicitarie su Google
- Ottimizzazione dei testi
- Analisi delle parole chiave
- Analisi dei click
Ma cosa sono e a cosa servono il SEO e la SEM?
SEO, definizione e caratteristiche
SEO è l’acronimo di “Search Engine Optimization”, ovvero “Ottimizzazione per i motori di ricerca”.
Si tratta, più concretamente, dello specifico ambito che include al suo interno tutte le strategie e le tecniche finalizzate a migliorare il posizionamento di un sito internet tra i risultati organici dei motori di ricerca. Lo scopo è quello di fare in modo che, nel momento in cui un utente cerca su Google una determinata parola chiave legata a una determinata attività o settore o ambito, il sito appaia tra i primi risultati organici della SERP (Search Engine Results Page).
Perché è importante?
- Permette di incrementarne le visite tramite il traffico generato naturalmente dai motori di ricerca, il cosiddetto traffico organico, cioè aumentare il numero di coloro che entrano nel tuo negozio o nel tuo ufficio;
- Controlla lo stato di salute della tua attività digital;
- Fa sì che l’esperienza del tuo utente online sia la migliore possibile, in modo che il visitatore torni più volte sul tuo sito, e da semplice conoscitore diventi tuo abituale cliente, cioè ti porti utili e guadagni, l’unica cosa che ti interessa davvero).
Le strategie e le pratiche di ottimizzazione SEO sono molteplici e riguardano diversi aspetti di un sito web, dalla struttura HTML alla gestione dei link. Nello specifico, la SEO include due macro-attività principali e, cioè, la scelta delle parole chiavi per cui si intende posizionare il sito all’interno dei motori di ricerca:
- On-Page SEO, che comprende l’ottimizzazione SEO del codice HTML e l’ottimizzazione dei contenuti del sito web
- Off-Page SEO, che include ad esempio il link building.
La SEO è un’attività da seguire attentamente e con cura nel tempo per poter ottenere i migliori risultati.
Scopri cosa dice Google della tua azienda.
Vai su www.google.it e inserisci le parole chiave che più identificano la tua attività.

SEM, definizione e caratteristiche
SEM è l’acronimo di “Search Engine Marketing” ed è una specifica branchia del Web Marketing che include quelle attività svolte al fine di condurre sul proprio sito web il maggior numero possibile di utenti mentre navigano sui motori di ricerca.
Identifica un ambito più ampio della SEO, che include la stessa SEO ma anche la SEA, acronimo di “Search Engine Advertising”, la disciplina che comprende tutte le strategie e le tecniche finalizzate ad aumentare la visibilità di un sito web migliorando il posizionamento del sito stesso tra i risultati a pagamento dei motori di ricerca.
Dunque l’ambito del Search Engine Marketing include le attività di:
- analisi delle keyword;
- On-Page SEO;
- Off-Page SEO;
- campagne pay-per-click (cioè le campagne su Google)
Google Ads è il sistema pubblicitario di Google in cui gli inserzionisti attraverso determinate parole chiave attivano gli annunci sponsorizzati, che vengono mostrati all’utente ai primi posti delle ricerche su Google. In poche parole con Google Ads è possibile portare le visite mirate verso un sito internet in modo veloce con budget facilmente identificabile. Digital Communication, conscia della sua esperienza di agenzia web da più di 20 anni, utilizza da molti anni Google Ads per i propri clienti, aumentando la presenza sul web dei brand, le visite e i contatti.
Che cosa è un annuncio Google?
Un annuncio a pagamento su Google è un risultato non organico posizionato all’interno del motore di ricerca per una determinata ricerca dell’utente. Il meccanismo di pubblicazione di un annuncio si basa su un’asta, mentre la sua efficacia è determinata da una serie di fattori, tra cui:
- Scelta parole chiave strategiche;
- Offerta sulle parole chiave;
- Budget allocato; Geolocalizzazione;
- Pertinenza tra parola chiave, testi annuncio e testi della pagina web di destinazione.
Come si gestisce una campagna Google?
Google Ads è uno strumento che permette la promozione del proprio sito web attraverso il posizionamento a pagamento dei risultati di ricerca (la SERP), a cui gli utenti giungono dopo aver cercato sul motore di ricerca un termine specifico. In altre parole, un sito web che sfrutta Google Ads andrà a collocarsi nella sezione sopra i risultati organici: averlo è basilare per restare competitivi in un mercato molto affollato.
È importante gestire le campagne Google in maniera professionale, al fine di evitare sprechi di budget e avendo la garanzia di intercettare le giuste ricerche. Una campagna deve essere continuamente ottimizzata, si tratta di un vero e proprio lavoro di rifinitura progressiva.
La scelta del budget e delle parole chiave è determinante nel successo di una campagna e deve essere fatta sulla base di un’ampia conoscenza dei meccanismi di funzionamento del motore di ricerca e, soprattutto, sulla conoscenza degli intenti di ricerca del pubblico di riferimento.
Un annuncio ha successo se e solo se si raggiunge il pubblico target. Le campagne Google sono generalmente efficaci proprio perché si basano su un meccanismo di pertinenza tra parole chiave, testi annunci e pagine di destinazione.
Il sistema alla base è molto semplice:
- Si identificano delle parole chiave inerenti al business del cliente.
- Si stabilisce la campagna realizzando degli annunci testuali attraenti in modo da invitare il clik, che verranno pubblicati nelle ricerche di Google.
- Si definiscono gli obiettivi e il costo dei link che si è disposti a pagare per “portare” il visitatore al sito.
- Si definisce un budget massimo che non verrà mai superato, per evitare spese fuori controllo.
- Si monitora e analizza l’andamento delle campagne.
Questo perché Google Ads funziona con un sistema denominato Pay per Click (PPC): ogni volta che un utente di Google clicca sull’annuncio pubblicitario, Google scala dal budget giornaliero la somma prestabilita, fino ad esaurimento budget.
Proprio per questo motivo è fondamentale creare campagne che massimizzino il rapporto spesa/click, per non essere costretti a spendere cifre astronomiche per keyword molto ricercate e, dunque, molto competitive.
La posizione dell’annuncio inserito verrà determinata da un’asta ponderata tra:
- L’offerta economica settata per la pubblicazione in corrispondenza di una determinata parola chiave e quella degli altri inserzionisti
- Il “Quality Score” o “Punteggio di qualità” (un insieme di fattori che Google prende in considerazione, per stabilire la pertinenza della campagna pubblicitaria rispetto alla ricerca degli utenti).
Campagne Google: step operativi
Nella nostra agenzia, il consulente specializzato nella gestione delle campagne Google si occuperà di:
- Definire l’obiettivo con il cliente;
- Effettuare un’analisi di contesto sul motore di ricerca;
- Selezionare le parole chiave ritenuti rilevanti e pertinenti per l’obiettivo di business del cliente;
- Definire un budget pubblicitario;
- Impostare una strategia (scelta parole chiave, offerta parole chiave, geolocalizzazione, definizione gruppi di annunci);
- Scrivere gli annunci e impostare la struttura della campagna in maniera ottimizzata.
Contattaci o scrivici su Whatsapp per ulteriori informazioni!

Fare Content Marketing significa creare contenuti per attrarre visitatori, aumentare contatti qualificati e contratti, generare fatturato, fidelizzare i clienti e trasformarli in promotori spontanei del proprio brand. Digital Communication ti supporta nella stesura e nell’ottimizzazione dei contenuti per raggiungere gli obiettivi della tua azienda.
Content Marketing, definizione e caratteristiche
Il Content Marketing viene definito come “una tecnica di marketing volta a creare e distribuire contenuti pertinenti e di valore per attrarre, acquisire e coinvolgere una target audience chiara e definita – con l’obiettivo di guidare i clienti verso una azione redditizia”. (fonte: Content Marketing Institute).
Il Content Marketing è fondamentale per il raggiungimento dei principali obiettivi aziendali per i quali si sceglie di fare Web Marketing; ogni azione va sviluppata sul medio o lungo periodo ed inserita in una precisa strategia che segue questi step:
- Definizione degli obiettivi
- Analisi e definizione del target di riferimento
- Scelta dei canali
- Scelta degli strumenti da utilizzare
- Stesura di un piano d’azione
La tabella della tavola periodica del Content Marketing evidenzia perfettamente che le possibilità di creare contenuto sono molto ampie e non ci sono limiti imposti alla fantasia: non solo testi scritti, ma anche immagini, foto, video, schede tecniche, fumetti, podcast, interviste, fogli illustrativi, infografiche, app, ecc.

Se vuoi capire cosa è il copywriting approfondisci qui.
È difficile parlare di marketing e non parlare di copy. Il copywriting è una professione e ha a che fare con la scrittura.
Da cosa si differenzia dallo scrivere temi, saggi, ecc.?
Il copy è la scrittura per comunicare efficacemente; non è solo scrivere per vendere, anche se la vendita è uno dei fini, una delle azioni a cui possiamo aspirare.
È composto da:
- Comunicazione
- Attività di ricerca: il copy è all'(0% ricerca e il 20% scrittura. Per portare un utente a leggere un contenuto e a portarlo a compiere un’azione dobbiamo relazionarci perfettamente con la persona che abbiamo davanti, entrare nella sua testa, conoscerla attraverso un lavoro di ricerca costante. Dobbiamo capire chi è l’utente, quanti anni ha, quali sono i suoi interessi, cosa si aspetta.
- Conoscenza della psicologia umana: conoscenza dei meccanismi psicologici delle persone (empatia)
Il copywriting, dunque, è quel ramo del marketing tradizionale, conosciuto ora come digital marketing, che riguarda la scrittura di contenuti che convincano l’utente a fare una determinata azione, dunque una comunicazione efficace. Scrivere per creare valore sia per l’utente (scriviamo ciò che vuole avere e vuole leggere), sia per il brand (stimolare una conversione).
Perché usare il copywriting? A cosa serve?
Il copy serve perché è un mestiere, non ci si può improvvisare copywriter, non è sufficiente saper scrivere. Nella propria strategia contenutistica è importante: capire se un contenuto verrà letto sul sito o sui social è il ruolo del copywriter. Il copy aiuta a creare quella connessione con il lettore che sfonda il muro delle emozioni; entrando in contatto con la sfera emozionale dell’utente, il copy riesce a fare qualcosa che altri strumenti del marketing non riescono a fare. Le immagini a supporto aiutano, preparano il terreno, ma non hanno lo stesso valore connettivo di un testo efficace.
Il copy ha un fine circoscritto: coinvolgere i lettori, prenderli per mano. Il copywriting moderno comprende la stesura di tantissimi contenuti: social, mail, landing page, web, ecc.
La Native Advertising è una forma di pubblicità che ha rovesciato il concetto stesso di pubblicità tradizionale. Al contrario di quest’ultima, che si pone l’obiettivo di distrarre il lettore dal contenuto in modo da comunicare meglio il messaggio pubblicitario, la Native Advertising ha infatti la finalità di non distogliere l’attenzione del lettore immergendo la pubblicità all’interno del contesto. Noi di Digital Communication forniamo la nostra esperienza nel settore per trovare la giusta relazione tra il tuo brand e le piattaforme online.
Native Advertising, definizione e caratteristiche
La Native Advertising, o pubblicità nativa, è una forma di pubblicità online di tipo contestuale che ibrida e mimetizza il contenuto e i messaggi pubblicitari all’interno del contesto editoriale in cui sono collocati, presentando la pubblicità come una naturale continuazione dei contenuti nel quali sono inserite. Gli annunci o, più in generale, i contenuti pubblicitari nativi sono in tutto e per tutto coerenti con il contenuto della pagina, con il design e il comportamento della piattaforma che li ospita, in modo tale che l’utente che li vede li percepisca semplicemente come parte di essa.
L’obiettivo finale della Native Advertising è rendere l’annuncio pubblicitario meno intrusivo per l’utente e aggirare così il banner blindness, cioè quel processo per cui gli utenti tendono ad ignorare in maniera più o meno consapevole tutto ciò che percepiscono come messaggio pubblicitario.
La Native Advertising non è solo coerente con il contenuto della pagina, ma anche con il design e la piattaforma che ospita il contenuto. Da questo si può arrivare a 6 tipologie differenti:
- in-feed: articoli sponsorizzati presenti all’interno dei siti web e i social adv;
- annunci sponsorizzati sulle pagine dei motori di ricerca;
- recommendation widgets: link pubblicitari in fondo agli articoli pubblicati in un sito, che consigliano contenuti simili o correlati;
- liste sponsorizzate: liste di prodotti di aziende inserite all’interno di siti che non hanno un contenuto editoriale e hanno un collegamento con una landing page dell’azienda, ma che sono create in modo da adattarsi all’esperienza di navigazione del sito;
- in-ad: contenitori pubblicitari collocati fuori dal flusso di contenuti editoriali, ma che presentano dei contenuti contestualmente rilevanti al suo interno;
- custom: forme di pubblicità nativa che non rientrano nei precedenti formati.
Fare Community Management può sembrare un compito semplice, ma per svolgerlo con professionalità bisogna essere preparati, competenti e sensibili alle criticità. Non basta pianificare un piano editoriale e programmare i contenuti sui social. Bisogna conoscere le tematiche in termini di SEO, posizionare correttamente le parole chiave e scegliere argomenti interessanti che favoriscano l’engagement, per questo entriamo in gioco noi di Digital Communication.
Community Management, definizione e caratteristiche
Molto spesso si confonde il Community Management con il Social Media Management e con il Social Media Marketing. Questo perché, in effetti, entrambe le attività si svolgono su internet e all’interno di quelli che sono siti e profili social di aziende e brand. Tuttavia, il Social Media Marketing è un tipo di attività volta soprattutto a promuovere un marchio attraverso l’uso di strumenti legati proprio alla pubblicità, come le sponsorizzazioni, ma anche la creazione di post appositamente studiati per poter coinvolgere il pubblico e indurlo a visitare il sito dell’azienda, oppure a comprare un determinato oggetto. Il Community Management, invece, si occupa soprattutto della creazione di una piattaforma, come i forum o i tool social di messaggistica e della gestione di questi; il community manager è colui che modera i commenti, risponde alle domande e comprende quali elementi critici siano da modificare per non scontentare i clienti stessi.
Il Community Management è importante allo scopo di poter avere un’interazione corretta con il cliente. I feedback provenienti da questo, infatti, saranno essenziali e potranno aiutare sia l’azienda sia il pubblico.
Grazie alla comunicazione digitale, tra le diverse attività di Web Marketing si fa sempre più sentire la parola “Inbound Marketing”: riuscire a intervenire nel momento giusto per portare i propri prospect sempre più in profondità nel conversion funnel e sapere sempre con quale strumento o contenuto è meglio farlo. Noi di Digital Communication attuiamo questa strategia per aumentare il traffico del sito e per acquisire e/o fidelizzare un numero di clienti sempre più ampio. La nostra agenzia ti supporterà in tutti gli step di lavoro della metodologia Inbound , necessari a raggiungere l’obiettivo.
Inbound Marketing, definizione e caratteristiche
L’Inbound Marketing è una filosofia aziendale basata sull’essere d’aiuto alle persone. L’approccio Inbound implica fare business in modo umano e creare relazioni significative con le persone, che siano estranei, potenziali clienti o clienti già acquisiti. Una strategia assolutamente necessaria.
L’Inbound Marketing va oltre il Web Marketing e la sola gestione dei social, perché comprende Content Marketing, blog, SEO, Social Network, Sito Web, landing page, Email Marketing, e molto altro, e mira a generare interesse verso il tuo brand, grazie a buoni contenuti e al coinvolgimento con gli utenti.
Il metodo inbound funnel tra contenuti e CTA per acquisire contatti:

Si basa su quattro step fondamentali: attrarre, convertire, chiudere e deliziare.
1. Attrarre
Il processo di attrazione è determinato dalla creazione di contenuti pensati specificatamente per i bisogni e gli interessi del mercato obiettivo, distribuiti nel posto giusto al momento giusto. Definire le buyer persona e la sua customer journey e creare una strategia specifica per cercare di attirare le persone, papabili nuovi clienti, sul tuo sito web. Come? Per farlo, gli strumenti suggeriti sono il blog, le keywords sui motori di ricerca e il social publishing, ovvero la gestione dei canali social.
2. Convertire
Una volta che l’utente è diventato un visitatore del sito o di qualsiasi altra piattaforma lo scopo è trasformare il traffico sul sito web in contatti qualificati, ovvero legami basati su interesse reale per i contenuti che proponi. Come? Fanno al caso tuo, per esempio, le landing page dedicate con moduli form da compilare. Creazione di contenuti utili!
3. Chiudere
Il passaggio successivo è che i contatti diventino clienti. La trasformazione del lead in un cliente acquisito. Come? Con un accurato lavoro di Content Marketing e l’uso ragionato di CRM (Customer Relationship Management), Email Marketing e workflows.
4. Deliziare
È l’ultimo dei quattro stage dell’inbound funnel e ci si può riferire a questo anche con la terminologia di customer delight: soddisfare i clienti per fidelizzarli e fare in modo che si facciano promotori del tuo brand con i loro contatti, per generare di nuovo il processo. Come? Usando interviste per capire il livello di soddisfazione, creando contenuti smart e monitorando i social media.
Questo processo è automatico e sostenibile: attraverso l’Inbound Marketing mettiamo in piedi un sistema totalmente automatico di acquisizione clienti, almeno per la parte di attract che solitamente è quella più dispendiosa e difficile. Sarà nostra responsabilità successivamente andare a lavorare sui restanti step e coinvolgere i prospect attraverso un processo di acquisizione personalizzato, che metta al centro le sue esigenze e trasmetta il valore reale del nostro prodotto/servizio.
- Contenuti: qualsiasi tipo di informazione che è in grado di educare, coinvolgere o divertire. Nei canali digitali i contenuti sono la nostra voce online e ci permettono di comunicare con il pubblico. Il brand è definito dai contenuti che si producono; non esiste comunicazione online senza creazione contenuti.
- Inbound Marketing: modalità di marketing incentrata sull’essere trovati da potenziali clienti in contrasto alla modalità tradizionale, Outbound Marketing, che invece si basa su un messaggio direzionato unicamente verso il cliente. Con l’Inbound ci facciamo trovare dal cliente, con l’Outbound, invece, siamo noi che andiamo a cercarlo. Inoltre con questa modalità si passa dall’Interruption (spot tv che interrompe) al Permission Marketing (social media, se non ci interessa un contenuto andiamo oltre): interagiamo con i contenuti di nostra spontanea volontà, senza essere interrotti.
Come sono e di quali strumenti si avvalgono?
Contenuti:
- testi
- immagini
- video
Inbound Marketing:
Quali sono i vantaggi dell’Inbound Marketing?
- Capacità di essere trovati su internet tramite parole chiave e social discovery (posizionamento sul web);
- Possiamo capire cosa fanno gli utenti e i loro interessi, quale prodotto o soluzione li attrae maggiormente (possiamo capire se un articolo converte più di un altro, tutto è più misurabile);
- Riusciamo a tracciare, misurare e ottenere una determinata reportistica che fornisce all’organizzazione informazioni utili.
Perché i contenuti sono essenziali per distinguersi?
Condividendo contenuti di qualità si può:
- guadagnare l’attenzione degli utenti creando relazioni;
- aumentare la percezione del brand attraverso il principio della reciprocità: le persone che ricevono qualcosa sono più propense a dare qualcosa in cambio;
- posizionarsi in modo preciso e definito nel mercato: attraverso i contenuti che produciamo e pubblichiamo affermiamo chi siamo veramente; studiando il target creiamo contenuti che si andranno a posizionare in modo preciso.
Come devono essere i contenuti per posizionarli e come si creano?
I contenuti devono:
- essere coerenti con l’identità e il valore del brand nel tone of voice e nel visual;
- creare valore con gli utenti in target: l’utente che entra in “contatto” con un contenuto deve acquisire qualcosa di più ( a livello informativo o emotivo); bisogna mettere l’utente al centro. Bisogna fornire utilità in ciò che è comunicato nel post, nell’interazione con il contenuto o in modo indiretto. Bisogna non solo dare informazioni e consigli, ma condividere esperienze, punti di vista differenti, valori aggiunti, creare una relazione;
- essere allineati con gli obiettivi strategici.
Per crearli bisogna:
- delineare e studiare il target: analisi strategica per capire chi sono i destinatari della nostra comunicazione, sapere a chi comunicare;
- definire le esigenze e i problemi da risolvere: è importante capire cosa preoccupa i nostri utenti, quale sia la loro esigenza crescente, per orientare i nostri contenuti;
- rispondere a queste esigenze tramite i contenuti: creare contenuti coerenti con la nostra identità, i valori del brand e gli obiettivi strategici che rispondono alle domande del target. Bisogna tradurre i problemi nei contenuti che produciamo.
Tips aggiuntive:
- costanza, coerenza e consistenza: processo a lungo termine, i contenuti devono essere coerenti con l’identità del brand e devono essere solidi e affidabili, coalizzati sull’argomento principale -> ciò categorizza nel migliore dei modi il mio brand sui social o i miei contenuti sul web;
- interazione: creare link esterni o reazioni sui social media; bisogna incentivare la partecipazione dei nostri utenti e rispondere alle conversioni -> creazione della community: rapporto bilaterale;
- originalità: la comunicazione ora è più democratica e tutti possono usufruire di tutto, questo porta molto spesso al plagio di contenuti, solo per ottenere visibilità -> viene meno il posizionamento, se copiamo emuliamo altri e non ci posizioniamo come unici.
- monitorare, testare e ottimizzare: analizzare dati e trovare nuove soluzioni per ottimizzare i contenuti.
Come acquisire?
Attraverso il metodo inbound funnel tra contenuti e CTA (Call To Action).

