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Guida all’uso corretto degli hashtag sui social

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Attira l’attenzione con l’hashtag giusto su Instagram, Facebook, LinkedIn e TikTok

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Contraddistinti dal segno # (cancelletto), gli hashtag sono parole chiave che hanno la funzione di aggregatori tematici e servono per attirare l’attenzione degli utenti su un determinato argomento. Sui social media ricoprono un ruolo fondamentale. 

Tutto è nato ad agosto 2007 su Twitter: l’attore Chris Messina ha creato l’hashtag #barcamp per raccogliere e monitorare tutte le conversazioni riguardanti il suo progetto sulla piattaforma e ha dato inizio a una rivoluzione: un sistema potentissimo ed efficace per raggruppare e aggregare sotto un’unica parola chiave contenuti affini, seguirli e tenerli monitorati. Oggi, i post di utenti di tutto il mondo sono popolati da hashtag, da Instagram a TikTok, da Facebook a LinkedIn, senza dimenticare YouTube. L’hashtag, o cancelletto, è un piccolo simbolo che ha cambiato radicalmente la comunicazione sul web.

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Attenzione però: per quanto importanti, non su tutti i social network hanno lo stesso valore e funzione.  

.Cosa sono e a cosa servono gli hashtag sui social

La parola Hashtag è composta da “Hash”, che vuol dire cancelletto e “Tag”, che significa etichetta. Un hashtag è composto, appunto, da un cancelletto e da una o più parole senza spazi tra loro e – tendenzialmente – tutte in minuscolo. Si tratta di una funzionalità molto utile ed efficace per trovare contenuti e raggiungere tutti gli utenti interessati a un determinato tema o argomento.

Per un brand è molto vantaggioso usare uno o più hashtag nei propri post, perché aumenta la portata dei contenuti ed è uno strumento che aiuta a intercettare possibili acquirenti del prodotto e/o servizio. Un hashtag racchiude interessi comuni e tutte le condivisioni di una community. 

Grazie a un click su queste parole speciali è possibile rintracciare contenuti e informazioni su specifici argomenti. Un piccolo simbolo che dà vita a uno strumento immediato, che negli anni è diventato un efficace strumento di comunicazione digitale.

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.Come utilizzare gli hashtag in modo corretto?

L’uso corretto degli hashtag è un argomento molto dibattuto. C’è chi sostiene che bisogna metterne a più non posso, chi li ritiene inutili e chi ne mette pochi ma buoni. Partiamo da una premessa: l’uso corretto dell’hashtag varia da social a social, ma esistono alcune regole che possono aiutare ad usare questo strumento correttamente e con maggiore cognizione. 

Anzitutto, #usare #gli #hashtag #in #questo #modo non è corretto. Essi devono essere semplici e rilevanti  nei confronti del contenuto del post e, se si parla di marketing, riguardo al brand. Bisogna optare sempre per parole intuitive e facili da pronunciare: servono per categorizzare i contenuti, seguire i trend e sono un aiuto per interagire con la community. 

Per un utilizzo corretto degli hashtag è buona pratica seguire questi consigli:

  • Conoscere le tendenze: per raggiungere il maggior numero di persone possibili è buona pratica comprendere quali sono le tendenze e utilizzare hashtag già esistenti se sono in linea con l’argomento trattato.
  • Utilizzare sempre lo stesso hashtag: puntare su uno o due hashtag fissi aiuta il target di riferimento a ricordarli più facilmente
  • Fare ricerca: è bene fare una ricerca sugli hashtag già esistenti prima di pubblicare e selezionare con cura i più rilevanti e in linea con il contenuto. Si può sfruttare in questo caso il suggerimento automatico degli hashtag nel momento in cui si digita.
  • Fare leva sulla pertinenza: il giusto hashtag è un aiuto al post, perché può aumentare la portata organica. Il contenuto giusto insieme al relativo hashtag in evidenza stimolano il pubblico a interagire con il profilo dell’azienda.  
  • Attenzione agli hashtag popolari: gli hashtag popolari non sempre si rivelano essere la scelta giusta, in quanto un’etichetta come #love non aggiunge nulla di valore al post. Per questo, bisogna scegliere hashtag mirati e specifici.
  • Attenzione ai profili privati: con gli account chiusi, la funzionalità dell’hashtag viene meno.

.Strategia: come, quanti e quali hashtag usare su Instagram

Instagram è forse la piattaforma dove gli hashtag sono più comuni e usati. Partiamo da una premessa: comprendere e sfruttare al meglio l’algoritmo di Instagram – visti anche i recenti annunci e i continui cambiamenti – non è cosa semplice. L’utilizzo corretto degli hashtag su Instagram può agevolare la visibilità dei contenuti secondo i requisiti dell’algoritmo, aumentare la portata organica dei propri post e incrementare il numero di follower. 

Aumentare la portata dei post significa: più engagement, incremento del numero dei follower e trovare così nuovi e potenziali clienti.

Su questa piattaforma è fondamentale offrire agli utenti contenuti inerenti alle loro ricerche ( ricordiamoci che su Instagram è possibile mettersi a seguire i singoli hashtag). Tutti i post che presentano la parola chiave seguita appariranno nel feed dell’utente. Questo conferma il ruolo fondamentale dell’hashtag come etichetta tematica.

.Come scegliere gli hashtag giusti? Bisogna fare attenzione alla rilevanza!

Esistono tre tipi di hashtag: 

  • Generici: sono perfetti per ampliare il numero di follower e raggiungere un maggior numero di profili, ma essendo molto utilizzati vengono velocemente sostituiti con contenuti recenti e hanno così un ciclo di vita breve. 

  • Di nicchia: raggiungono meno utenti, essendo meno utilizzati, ma hanno decisamente un ciclo di vita più lungo e permettono di raggiungere un pubblico specifico, più intenzionato a un determinato argomento. 

  • Branded: legati al marchio o all’azienda. Possono riferirsi a: nome dell’azienda, del prodotto, della campagna a cui si riferiscono, slogan e/o brand identity. Sono i più difficili da utilizzare, in quanto c’è bisogno di tempo e contenuti per fare crescere la loro portata, ma i più efficaci per costruire un filo diretto con il pubblico. Il modo migliore per avere un feedback su questa tipologia di hashtag è invitare i follower a utilizzarli nelle stories e/o nei post che condividono.
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.Come valutare la popolarità di un hashtag?

  • Grande: sopra i 5 milioni di condivisioni
  • Media: dalle 500 mila a 5 milioni di condivisioni
  • Bassa: dalle 100 mila alle 500 mila condivisioni

Instagram permette di inserire un numero massimo di 30 hashtag e ci sono molte diatribe sul numero perfetto di utilizzo. C’è chi dice 10, chi 5 e chi 30: la verità è che non esiste un numero perfetto, ma bisogna creare un giusto mix tra le tre tipologie di hashtag. Fondamentale è scegliere hashtag rilevanti e inerenti al contenuto del post. In caso contrario, c’è il rischio di essere oscurati da Instagram. Non mettere hashtag è una scelta possibile, probabilmente però nessuno vedrà il post. 

.Inserire gli hashtag nel commento o in didascalia: cosa cambia?

È indifferente, è solo una questione di stile. Una caption con un lungo trenino di hashtag finale è brutta da vedere, quindi se si ha intenzione di usarne tanti, si può valutare di usare quelli legati al brand nella caption e il resto di inserirli nel primo commento. 

.Gli hashtag su Facebook hanno davvero senso?

Nonostante siano stati introdotti nel lontano 2013, gli hashtag su Facebook non hanno mai ottenuto il successo riscosso sulle altre piattaforme. 

L’hashtag funziona su post pubblici e Facebook è famoso per il racconto personale: le opzioni di privacy sono tante, infatti gli utenti possono scegliere con chi condividere i propri contenuti. 

Su Facebook, gli hashtag possono essere inseriti in qualsiasi parte del testo o nel feed e come gli altri social sono utili per raggruppare topic e contenuti e per fare una ricerca per tema. L’hashtag funziona su post pubblici e su Facebook le opzioni di privacy sono tante: gli utenti possono scegliere con chi condividere i propri contenuti. Per questo motivo, è difficile capire quali e quanti profili utilizzano determinati hashtag. 

Negli ultimi tempi è la stessa piattaforma a invitare gli utenti a utilizzare queste etichette e a suggerire contenuti che riportano, appunto, determinati hashtag. 

Il consiglio è utilizzare gli hashtag con parsimonia e buon senso. Come si suol dire: pochi ma buoni. Se su Instagram scegliamo di usarne 10, su Facebook possiamo usarne uno, massimo due hashtag pertinenti e rilevanti.

.Usare gli hashtag su LinkedIn per farsi trovare

È il turno del social del lavoro, utilizzato per lo sviluppo di contatti e per la condivisione di contenuti specifici del mondo professionale. Su LinkedIn vale la stessa regola “pochi ma buoni”.  il profilo LinkedIn è – o dovrebbe essere – un profilo professionale, per cui è fortemente sconsigliato mettere nei post hashtag come #followforfollow o #summer21, accettati invece da altre piattaforme. 

LinkedIn prevede l’utilizzo di hashtag solo rilevanti e pertinenti al topic del post. Sono molti utili per raggiungere gli utenti interessati ai topic di settore e allargare il network. 

La stessa piattaforma suggerisce agli utenti di seguire gli hashtag pertinenti, mostrando quelli più di tendenza nel settore in alto a sinistra. 

Gli hashtag mostrati sono solo quelli più utilizzati. Per cercare l’elenco completo basta compilare la barra di ricerca e cliccare “Segui” per iniziare a seguire un determinato topic. 

Infine, su LinkedIn gli hashtag possono avere un’altra declinazione: quella del branding, particolarmente importante per professionisti ma anche per aziende.

.Branding e personal branding: è utile crearsi un proprio hashtag?

Creare un proprio hashtag può rivelarsi una mossa giusta ma sul lungo periodo. Un hashtag, per diventare virale, ha bisogno di tempo e condivisioni. Gli hashtag di brand riflettono il nome dell’azienda, del prodotto, una campagna di comunicazione o uno slogan e creano il famoso fil rouge tra l’azienda e i follower. Difatti, per rendere questi hashtag virali ed efficaci, bisogna stimolare il proprio pubblico al loro utilizzo nei post o nelle stories che condividono.

Insieme a questi branded hashtag è buona pratica usare gli hashtag pertinenti alla propria azienda e settore lavorativo. Come sceglierli? Ecco qualche consiglio: 

  • I follower sono una fonte di ispirazione e di studio per comprendere quali sono le parole chiave più ricercate e utilizzate
  • Non solo follower, ma anche la concorrenza può essere uno spunto per capire cosa cercano i clienti 
  • Seguire gli influencer rilevanti per il target di riferimento può essere un aiuto per capire come interagire con i follower e quali sono gli hashtag più rilevanti e utilizzati 
  • La barra di ricerca è un prezioso alleato per cercare hashtag e i vari argomenti correlati. 
  • In rete ci sono molti tool e app per cercare gli hashtag più pertinenti o nuovi # da inserire nei post 
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.Gli hashtag su TikTok: come funzionano

TikTok è il social del momento e la sua ascesa non tende a fermarsi (il rapporto di Talkwalker sulle tendenze sui social media del 2022 parla chiaro: TikTok diverrà il leader dei social media). Gli utenti su questa piattaforma creano brevi video originali di diverse tipologie e su diversi argomenti: come sugli altri social network anche su TikTok è possibile inserire gli hashtag nelle didascalie dei video per descrivere l’argomento del video e apparire nella home. 

Altri utilizzi dell’hashtag su TikTok

  • L’utilizzo dell’hashtag è d’obbligo per partecipare alle challange lanciate da TikTok. 
  • Hashtag come #foryou o #fyp o #perte sono utili per finire nella sezione “Per te” nella home degli utenti
  • #imparacontiktok è per i video destinati a qualche insegnamento, che sia una ricetta o un consiglio di moda, di viaggio o una soluzione tecnologica. È molto usato dagli utenti. 
  • L’hashtag è utilizzato anche per specificare la categoria a cui appartiene un video (#music, #trend, #dance e molti altri)

.Alcuni tool utili per trovare nuovi hashtag

L’hashtag è un elemento fondamentale dei contenuti sui social network. Per questo, la ricerca di hashtag pertinenti e/o nuovi richiede molto tempo. Per semplificare e ottimizzare questo processo di ricerca, esistono svariati tool specifici. 

Ne elenchiamo tre: 

  • Keyword Tool è un tool semplice e intuitivo. Ha una versione gratuita, che permette di decidere la piattaforma di pubblicazione, il numero di utilizzi, inserire filtri specifici e altre funzionalità molto utili (alcune a pagamento). 
  • Display Purposes è un tool minimal e molto pratico. Genera hashtag e crea una lista verticale dei più rilevanti e pertinenti. È gratuito e permette l’utilizzo di filtri, come, ad esempio, spam e vietati. 
  • Generatore di hashtag è All-Hashtag, semplice ma ricco di funzioni. Bisogna inserire una parola chiave e il gioco è fatto: la piattaforma mostra i 30 hashtag più rilevanti attorno a una determinata keyword. Offre una sezione di statistiche e analytics per scoprire l’utilizzo di un solo hashtag o più utilizzati per settore. 

Un’altra modalità per cercare gli hashtag è utilizzare la barra di ricerca di ogni social.

.Hai un blog in WordPress? Non confondere i tag con gli hashtag!

Hashtag non è sinonimo di tag. Il tag è un termine del mondo del blogging. WordPress utilizza i tag nelle sue pagine per etichettare e raggruppare i contenuti per argomento, soprattutto se appartenenti a due categorie diverse. 

L’hashtag è utilizzato principalmente sui social network. È una parola chiave preceduta dal cancelletto (#) che serve per categorizzare i vari post pubblicati e raggiungere un ampio pubblico interessato a quel determinato topic. Sono cliccabili e permettono una ricerca per argomento su tutta la piattaforma social in cui vengono usati. 

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