Smart-working, famiglia e coronavirus


La vita al tempo del coronavirus è cambiata per tutti certamente, ma soprattutto per le famiglie italiane che devono gestire lavoro in smart-working, compiti e video-lezioni dei figli a casa da scuola per l’emergenza sanitaria o la gestione di bambini piccoli.

Prima di questo periodo di emergenza in Italia il lavoro agile veniva usato e considerato pochissimo, in quanto è ancora poco diffusa l’idea che si possa lavorare senza essere presenti fisicamente in ufficio; oggi più che mai, invece, ci siamo resi conto che questa attività è uno strumento utile, funzionale, che va incoraggiato sempre più.


L’opinione comune è cambiata, abbiamo capito che lo smart-working è efficace, efficiente e intelligente: si annullano i tempi di trasporto, le possibili interruzioni, si riesce a conciliare lavoro e vita privata, orari più flessibili, si gestiscono le esigenze familiari e personali e non solo! Anche il ridotto spostamento in auto da e per il posto di lavoro è un vantaggio: si ottimizza il proprio tempo, le proprie spese economiche, si eviterebbe lo stress da traffico e si farebbe un piccolo favore anche all’ambiente. In una situazione “normale” non si vedrebbero dunque difetti, anzi sarebbe la condizione ideale per lavorare concentrati e produrre meglio. Sicuramente il difetto più grande è la mancanza di rapporti interpersonali con i colleghi, dal lavoro in team alla semplice chiacchierata durante la pausa caffè o allo scambio di idee in pausa pranzo.

In Digital Communication stiamo svolgendo da più di un mese smart-working e nella nostra piccola realtà ci sono diverse situazioni, da Laura e Fabrizio, che cercano di conciliare entrambi smart-working, apprendimento scolastico dei figli a casa e gestione familiare, ma abbiamo anche i nostri super web designer papà, Fabio e Davide, che vivono un’altra situazione, senza compiti, ma con bimbi piccoli.

In questo periodo critico qual è il valore aggiunto dello smart-working? Conciliare lavoro, famiglia e gestione dei figli piccoli è possibile? Come ci si organizza?

“In questo periodo critico è possibile conciliare lavoro, famiglia e gestione dei figli a casa, ma è una fonte di stress, arrivo alla sera più stanca di quando andavo in ufficio. Io ho due figli che vanno a scuola, abbiamo un computer da usare in 3, dobbiamo gestire lezioni on-line, compiti e video assegnati per imparare i nuovi argomenti, il mio lavoro da fare, la casa da seguire, i pranzi e le cene da preparare. Un incubo, verrebbe solo voglia di urlare, ma anche questo è un lavoro di team, forse il più difficile, ma insieme, come famiglia, abbiamo organizzato gli orari e ci siamo suddivisi  le varie attività.” – Laura

“Il valore aggiunto dello smart-working ovviamente è la possibilità di conciliare gli impegni lavorativi con quelli personali. Chiaro che nella nostra situazione più che “smart-working” dovremmo parlare di lavoro da remoto, ad ogni modo anche se vincolati ai classici orari d’ufficio, lavorare da casa secondo me è assolutamente possibile. Un fattore importante sicuramente è la suddivisione della giornata in orari precisi così da dedicare il giusto tempo sia al lavoro che alla vita famigliare. Come importante è l’organizzazione degli spazi, è fondamentale crearsi un “angolo ufficio” per poter distinguere i momenti lavorativi dal resto della giornata, non necessariamente chiudersi in una stanza priva di disturbi esterni, ma avere uno spazio ben definito, che mi permetta in caso di necessità di dare supporto a mia moglie con la gestione del bimbo di pochi mesi, ma soprattutto di interagire con la famiglia così da potermi concedere ogni tanto un piccolo scambio di battute, un pò di dialogo, proprio come accadrebbe in ufficio con i miei colleghi.” – Fabio

“Questo periodo di smart-working ha sicuramente portato enormi vantaggi, come il poter organizzare al meglio vita privata, famiglia e attività professionale. Inoltre notevole il fatto di non aver utilizzato mezzi per spostarsi e perdere così tempo prezioso. Anche l’operatività migliora parecchio: ho riscontrato che si lavora molto meglio da casa senza i disturbi continui che possono avvenire in ufficio; per far ciò però è importante avere una postazione tranquilla e isolata, soprattutto per chi ha dei “fastidiosi” figli in casa.” – Davide

In questa Fase 2 però sta sorgendo un altro problema, un possibile ritorno in ufficio e la non riapertura delle scuole. Cosa fare? Quale sarebbe la soluzione migliore?

“É una bella domanda… credo che, visto che il lavoro che svolgo me lo concede, continuerò con lo smart-working almeno fino alla “fine della scuola”, in caso contrario vorrebbe dire dare tutto questo peso, responsabilità e carico ai nonni, che già si sono spaventati all’idea. Purtroppo ci sono mamme che devono per forza tornare in ufficio perché da casa non riescono a svolgere il loro lavoro; in questo caso ci si deve affidare ai nonni – per chi li ha – oppure a babysitter – che costano. Bisognerebbe dunque che le aziende in primis, ma soprattutto a livello governativo e ministeriale, si prendano delle decisioni concrete e valide a sostegno delle famiglie.” – Laura

E per il futuro?

“Io sono favorevole allo smart- working, si riesce a gestire meglio lavoro e famiglia; da casa sono più tranquilla e di conseguenza mi sembra di essere più produttiva. Lavoro agile per sempre è infattibile, ma se integrato a delle giornate di presenza fisica per aggiornarsi sulle attività da fare, per organizzare poi il lavoro da casa, potrebbe essere un grande strumento produttivo.” – Laura

“Credo che lo smart-working sia assolutamente un mezzo da sfruttare in futuro; questa situazione in cui tutti siamo stati un pò catapultati all’improvviso ha velocizzato un passaggio che altrimenti sarebbe stato una graduale e lunghissima trasformazione del concetto stesso di lavoro da ufficio. Ogni realtà lavorativa è un caso a sé, indubbiamente però quest’esperienza potrebbe essere sfruttata anche positivamente se si comprendesse che di fatto si può essere produttivi anche lavorando in smart working e che più fiducia e flessibilità migliorerebbero la qualità di vita dei lavoratori dipendenti e di conseguenza questo si potrebbe tradurre in migliori risultati aziendali.” – Fabio

“Anche dalle brutte esperienze si può sempre cogliere qualcosa di positivo, in questo caso lo smart-working. Penso che anche i più scettici si siano resi conto che non è impossibile attuare lo smart-working, ovviamente non è per tutti, ma penso che con la giusta organizzazione il nostro settore sia molto vantaggioso come modus operandi. Che questo possa essere il futuro? Direi di sì, un ottimo modo per poter così conciliare al meglio vita privata e vita lavorativa, oltre che dare dei grossi benefici all’impatto ambientale.” – Davide